PEPI MERISIO

PEPI MERISIO
In Valle Magna

Negli anni Sessanta ( le foto sono di quell'epoca) ha raggiunto questa valle appartata, un po' schiva, chiusa dalla mole del Resegone. Un grande catino verde nel quale brillavano tanti paesi chiari, fatti di pietre chiare, di tetti chiari dove tutto era essenziale perché costruito pietra su pietra con le rocce stratificate della valle. Ricordo le lunghe camminate con l'amico Alfonso in cerca dei semplici valori d'allora: il maglio di Clanezzo, il baslotér, l'affumicatore di castagne, il postino contadino, il venditore di tela “ a spalla, il pastore... Più rare le azioni corali come il comizio di Berbenno e le votazioni al seggio di Corna nel 1965, la partita a pallone di Sant'Omobono. Anche qui cercavo di cogliere gli atteggiamenti spontanei, i gesti che mi sembravano più emblematici e veri. Questa gente che io fotografavo era rimasta in valle vivendo dei piccoli lavori che ancora resistevano come eco di una vita passata, mentre tanti altri erano forzatamente emigrati lontano. Nell'antico cimitero di Locatello, scomparso ormai da alcuni decenni, c'era una tomba, che ho fotografato con la scritta smaltata “A notre mère bien aimée”. La mamma riposava qui, mentre i figli erano altrove e parlavano ormai una lingua che non era il valdimagnino. Pepi Meriso è nato a Caravaggio nel 1931 e incomincia a fotografare da autodidatta nel 1947. Già negli anni Cinquanta ottiene numerosi e prestigiosi riconoscimenti in Italia e all'estero. Nel 1956 inizia la collaborazione con il Touring Club Italiano e con numerose riviste (Camera, Réalité, Photo Maxima, Pirelli, Look, Famiglia Cristiana, Stern, Paris-Mach...). Nel 1962 passa al professionismo e l'anno seguente entra nello staff di Epoca, la più importante rivista per immagini italiana. L'ambito ideale della poetica di Merisio si rivolge alla grande tradizione contadina e popolare della provincia italiana e al variegato mondo cattolico. Nel 1964 pubblica su Epoca il suo grande servizio Una giornata col Papa, avviando un lungo lavoro con Paolo VI. Dello stesso anno è il suo primo libro dedicato all'amico scultore Floriano Bodini. Da questo momento avvia un'intensa attività editoriale, Caposaldo, dichiarazione d'intenti e summa preventiva della sua attività di narratore per immagini è l'opera Terra di Bergamo in tre volumi, edita nel 1969 per il centenario della Banca Popolare di Bergamo. Da allora ha pubblicato oltre un centinaio di libri fotografici con editori diversi.