RAFFAELA LAMBERTI e SARA FRUET

RAFFAELA LAMBERTI e SARA FRUET
Viaggi

SARA FRUET: Il viaggio dell’eroe rappresenta il nostro viaggio personale della vita che si snoda tra PREPARAZIONE, RICERCA DEL TESORO e RITORNO A CASA (esempio particolarmente noto di questo viaggio è il Parsifal e la ricerca del santo Graal). L’avventura o la ricerca del ricongiungimento con la fonte della propria vita equivale al nostro desiderio innato di essere sani e felici. In tal senso siamo tutti impegnati in una lunga ricerca come l’eroe Parsifal. TUTTI GLI UOMINI SONO REALMENTE DEGLI EROI MODERNI, IN QUANTO OGNI GIORNO SONO IMPEGNATI IN QUESTA RICERCA DELLA FELICITA’. Per i Nativi Americani ogni essere umano possiede Nove Animali Totem, che rappresentano la guida nel proprio cammino. Quando si entra nel SENTIERO DELLA TERRA vi sono sette direzioni che circondano il corpo fisico, ovvero: Est, Sud, Ovest, Nord, Sopra, Sotto, Dentro. La direzione che si chiama Dentro esiste all’interno di noi, ma ci circonda anche, in quanto l’intero Universo si trova all’interno della nostra coscienza. RAFFAELA LAMBERTI: Ho riflettuto sul fatto che quando dipingo, alla fine del processo, produco un “oggetto” un elemento materiale che ha un suo spazio da occupare e che, in teoria, è alla ricerca di una collocazione. Per me rimane “un quadro” con la sua fondamentale bidimensionalità, che per me resta essenziale, ma mi addentro pian piano nella realizzazione di opere che siano meno “quadri” che qualcuno può incorniciare a suo piacimento e più “oggetti “con una loro definizione anche di “unicità” una loro teatralità” di presentazione che vorrei essere io a definire. Io desidero che le mie tele, invece di adattarsi”, si pongano con una loro presenza finita, così come io lo determino e stabilisco con i miei interventi stilistici: in definitiva una maggiore forza alla mia personale estetica. È una piccola evoluzione, molto relativa che era partita qualche anno fa con la scelta di valorizzare il supporto con una base di colore per dare il carattere voluto all’immagine e lasciato apparire tra le spatolate e ora si sostanzia in “interventi” per mezzo di moduli decorativi o dallo stile contrastante. A me apre una prospettiva per il mio modo di lavorare, salvaguardando la scelta dei contenuti. Io lo chiamo "il processo dal Soggetto all’Oggetto".